“Una città nella città” storia dell’occupazione dell’ex pastificio Pantanella

L’ex pastificio Pantanella era un vecchio molino in via Casilina dietro Porta Maggiore a Roma. Abbandonato da tempo nel giugno del 1990 venne occupato da centinaia di immigrati pakistani, bengalesi e magrebini. Fu una delle prime occupazioni di massa da parte di migranti a Roma. Non si sa quante persone passarono dalla Pantanella, migliaia secondo uno degli occupanti intervenuto all’incontro di venerdì 24 novembre presso il bar Chourmo a Torpignattara a Roma. L’incontro, organizzato dal comitato Apolidia, ha visto la proiezione di fotografie dell’occupazione del fotografo Stefano Montesi che le ha presentate e ha raccontato la sua esperienza di quei mesi a stretto contatto con l’occupazione assieme ad un ex-occupante bengalese e a Giorgio Soffiantini ex volontario della Casa della solidarietà.

L’ex pastificio fu occupato dal giugno del 1990 al gennaio del 1991. “Era una città nella città – racconta Stefano Montesi – c’erano barbieri, fornai, un giornale, una scuola di italiano, la prima moschea di Roma che fu finanziata dalla Caritas – un cinema in lingua urdu e indi e anche un servizio d’ordine”.

“Lì abbiamo imparato a lavorare in autonomia costruendo alla Pantanella le prime attività econimche dal barbiere alla stireria – racconta l’ex-occupante – fu un peccato che l’esperienza fu sgomberata con solo tre ore di contrasto con le forze dell’ordine. Con noi c’era solo Dino Frisullo che ci ha insegnato a lottare per i nostri diritti”.

DOCUfarm era presente all’incontro. Ecco il video.

 

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