Sapone, dieta e diritti Umani – Viaggio a Nablus

Nablus è uno dei maggiori centri urbani della Cisgiordania, governato dalla Autorità Nazionale Palestinese ed è una delle città dove più è forte la resistenza palestinese all’occupazione israeliana. Durante la seconda intifada Nablus subì un assedio durissimo (assieme a Jenin) e ancora oggi ogni tanto la notte l’esercito israeliano compie delle incursioni, arrestando chi è fuori dopo l’ora del coprifuoco e lasciando graffiti con la stella di David.

Ma Nablus è anche una città di antico insediamento:  con il nome Sichem in ebraico e Sicar in Aramaico è conosciuta nelle sacre scritture per essere il luogo dove Dio apparve ad Abramo, Giosuè vi riunì le tribù di Israele, dove sorge il pozzo di Giacobbe e dove Gesù incontrò la Samaritana. Nel 72 dopo Cristo fu creata Flavia Neapolis, la città dell’imperatore Flavio e da allora vi arrivarono gli arabi, i crociati e poi di nuovo gli arabi. La città vecchia ha sopratutto resti del periodo ottomano con ben 10 bagni turchi e numerose moschee antiche. Molti edifici storici furono distrutti durante gli anni della seconda intifada.

Ma Nablus è famosa anche per il sapone all’olio d’oliva (ci sono ben 30 fabbriche) e per il dolce Kanafe (o Knafeh) lavorato in grandi piatti di rame. Nel 2015 in un viaggio nei Territori Occupati finanziato dalla delegazione Europea abbiamo visitato la città ribelle della Cisgiordania dove cultura, diritti umani, resistenza e resilienza si incontrano. Sulla via principale un medico palestinese che ha vissuto molti anni in Italia ci ha raccontato alcune cose sulle qualità dell’olio di oliva e su come si vive in Palestina.

nablus from Cecilia Ferrara on Vimeo.

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